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Turismo

Posto al centro della Brianza, Hotel “Il Corazziere” è il luogo ideale per raggiungere facilmente le principali località turistiche della Lombardia, come Como, Bellagio, Lecco, Bergamo e Milano.

Inoltre per gli amanti dello sport il divertimento è assicurato nei pressi dell’albergo.

SPORT

Bicicletta

Le occasioni per fare gite in bicicletta non mancano nei pressi dell’Hotel Il Corazziere.
Che siate amanti della montagna o del lago, troverete ovunque dei percorsi adatti alla vostra passione.

Motocicletta

Gli appassionati di motocicletta troveranno nei pressi dell’Hotel Il Corazziere molti scenari adatti al loro passatempo preferito.

Percorsi Jogging

Per chi ama fare jogging, sono molte le occasioni di praticarlo nei pressi dell’Hotel Il Corazziere.
Dal Parco Valle Lambro nei pressi dell’hotel alla vicina oasi di Baggero, ai laghi briantei come quello di Pusiano, potrete ritrovare voi stessi immersi nella natura.

Equitazione

Gli appassionati di equitazione troveranno molti paesaggi incantevoli nei pressi dell’Hotel Il Corazziere.
Vi sono molti percorsi in cui potrete andare a cavallo immersi nella natura.

Golf

Gli appassionati di golf hanno a disposizione nella provincia di Como 6 campi da golf. Tra i più antichi d’Italia è il famoso 18 buche di Menaggio e Cadenabbia.

ATTRAZIONI LOCALI

Milano

Città della moda, del design, degli eventi fieristici all’avanguardia e attivissima sotto il profilo economico che rientra a pieno diritto tra le metropoli più dinamiche del mondo.

Bellagio

Bellagio, posta al vertice del cosiddetto Triangolo Lariano, alla base del promontorio che divide il lago nei rami di Como e di Lecco, è una delle più famose e signorili stazioni di soggiorno, con belle residenze gentilizie e caratteri naturalistico-ambientali di notevole fascino.

Le grandi glaciazioni pleistoceniche, con le loro imponenti colate provenienti dalla Valtellina e dalla Val Chiavenna, modellarono l’attuale paesaggio lariano: per almeno quattro volte i ghiacciai si spinsero verso sud fino alla Brianza. Dall’unico manto glaciale emersero soltanto le cime più elevate, tra cui il Monte S. Primo che obbligò il ghiacciaio a dividersi in due rami: da questo monte si domina l’estrema punta del Triangolo Lariano su cui sorge Bellagio.

Il sito, frequentato nella preistoria, divenne insediamento stabile in epoca romana, quando fu sede, come vorrebbe un’ipotesi non documentata, di una villa di Plinio il Giovane.

Luogo fortificato con mura e vallo in età longobarda, in periodo comunale si schierò nella fazione avversa a Como, poi l’assoggettarono i Visconti che ne spianarono le fortificazioni. Verso fine sec. XV Ludovico il Moro la diede in feudo agli Stanga; in seguito passò agli Sfrondati, che possedevano quasi tutta la sponda E del lago, e nel 1647 parzialmente agli Airoldi. Queste e altre famiglie vi costruirono ville e palazzi, creandovi parchi ristrutturati e ampliati soprattutto nel sec. XVIII, finchè nell’800 Bellagio divenne uno dei più rinomati luoghi di villeggiatura in Europa.

Lecco

Posta in “…quel ramo del Lago di Como…” descritto da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi”, apparirà subito alla Vostra vista appena giunti a Lecco.
Città apprezzata dai turisti per la bellezza dei luoghi e per le aspre pareti a strapiombo dei monti sul lago.
Il territorio della provincia di Lecco è considerato uno scrigno d’arte, natura e cultura.

Como

Famosa capitale della seta, Como è in grado di unire in modo armonioso le attrattive che la rendono particolarmente affascinante.
La modernità delle strutture non danneggia le numerose opere antiche che decorano la città, le caratteristiche case sotto la maestosità delle alte vette, lo splendido lago, tra i più suggestivi laghi prealpini, è questo e altro ancora che rende Como una graziosa e particolare città.

Il territorio

Il nostro territorio, uno fra i più rigogliosi, gode di enormi bellezze paesaggistiche. Ricco di piante secolari contornate durante la stagione primaverile da fiori di mille colori che danno origini alle più delicate profumazioni che solo la natura può dare.

Per parlare ancor meglio del nostro territorio dal punto di vista di casa nostra è doveroso far cenno ai vari parchi naturali ed in particolar modo al Parco Valle Lambro, ove sono stati realizzati chilometri di sentieri percorribili in bicicletta, a piedi e a cavallo; qui sorgono le nostre strutture, una di queste sarà inaugurata il prossimo Dicembre.

Il nostro parco si estende lungo le sponde del fiume “Lambro” il quale arricchisce di fascino il verde circostante ,donando così con il suo leggero moto un vero senso di pace.

Questo nuovo Hotel oltre a godere di una visione bucolica d’incanto darà quel pizzico in più; accanto giace abbandonato un antico Mulino che sarà ristrutturato e riqualificato come il Museo dei Mulini, il museo degli antichi mestieri, aperto alle scolaresche ed anche ad un pubblico locale e di passaggio.

Per i fortunati ospiti del nuovo Hotel sarà motivo di meta culturale ed anche un luogo originale dove gustare sfiziosi aperitivi della casa “Camesasca” cucinati secondo la tradizione culinaria naturale chiamata dialettalmente parlando “nostrana”.

Attiguo alle nostre strutture si trova l’Oasi di Baggero luogo ameno con due laghetti ideali per fotografare e meta d’oro degli ambientalisti.

Con grande modestia e massimo orgoglio il nostro parco, chiamato in loco “Camp Marz” nel lontano 1974, fu scena ideale per le riprese cinematografiche del famoso film dei fratelli Taviano, interpretato da Marcello Mastroianni, intitolato ALLOSANFAN. Questo film fu scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani; fu anche la loro prima collaborazione con Ennio Morricone. Il film fu presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1975.

Come potete appurare questo territorio ricco di bellezze naturali paesaggistiche gode di storia e di una cultura che ci riporta al passato, un passato da non dimenticare ma da ricordare, e per realizzare tutto ciò il Museo dei “Mulini “ sarà realizzato per tutti voi.

Non andate lontano, queste meraviglie vi aspettano! Vi aspettiamo.

I mulini

La famiglia Camesasca – ristoratori fin dal 1919 – gestisce l’hotel a quattro stelle Il Corazziere, situato a Merone (Como) accanto ad una placida curva del fiume Lambro.

L’attività alberghiera venne iniziata da Giuseppe Camesasca al termine della sua carriera militare quale Carabiniere Reale (i cosiddetti “corazzieri”) al servizio diretto del re Vittorio Emanuele III, quando nel 1919 aprì la trattoria dei pescatori sulle rive del fiume. Negli anni le nuove generazioni hanno saputo mantenere e far crescere l’attività, tanto che oggi – in un ottica di espansione ed ampliamento dell’offerta – sono impegnate in un interessante ed impegnativo progetto di recupero, ristrutturazione e parziale cambio di destinazione d’uso di un ex mulino attiguo all’albero Il Corazziere.

Questo mulino – caparbiamente acquisito dopo lunghissime trattative – è situato su una deviazione de fiume Lambro e ne sfrutta l’energia idrica grazie a quattro pale metalliche. Quando era in attività, esso serviva per la lavorazione del grano da farina, dei semi di ravizzone e – durante il ventennio – dell’olio. La famiglia Camesasca ne ha acquisito una pala nonché tutta la struttura in stato di abbandono, ancora con alcuni macchinari, sacchi e attrezzi.

Casinò di Campione

A pochi Kilometri da Como si trova Campione d’Italia, sede del famoso Casinò di Campione che vi dà il benvenuto nell’avveneristica sede progettata dall’architetto di fama mondiale Mario Botta.

Inaugurata il 9 maggio 2007 la nuova sede, con i suoi 55.000 mq, 9 piani e 3 livelli di parcheggio sotterranei, si propone oggi come la piu´grande d’Europa.

Il nuovo casinò è stato pensato per offrire un’esperienza esclusiva, un’unione perfetta tra divertimento e cultura, mondanità e relax, fasto e calorosa accoglienza.

L’ambiente internazionale del Nuovo Casinò di Campione, favorisce numerose occasioni di incontro legate sia al business che alla cultura, animate da quello spirito che da sempre caratterizza la sua vocazione all’intrattenimento.

L’offerta di servizi di alta qualità, rivolti non solo a cittadini e giocatori di tutto il mondo ma anche alle aziende e a tutti gli operatori culturali e dello spettacolo, è garanzia di eccellenza nella realizzazione di eventi quali congressi, meeting e spettacoli di intrattenimento.

www.casinocampione.it

Teatro Licinium

Nei primi anni ’60 venne dato molto spazio ai raduni e alle manifestazioni folkloristiche; nel 1962 in particolare fu celebrato al Licinium il trenitaciquesimo anniversario di fondazione dei ‘Bej’, ormai conosciuti e apprezzati anche al di fuori dell’ambito erbese e provinciale.

L’estate successiva si esibirono 90 artisti del ‘Gruppo di Stato della Polonia’: il Licinium riaffermava così la sua funzione aggregativa, addirittura al di là di barriere e confini nazionali. Nel 1964, in occasione del quarto centenario della nascita di William Shakespeare, la compagnia del Piccolo Teatro di Milano mise in scena l’ ‘Enrico IV’.

Purtroppo un improvviso acquazzone costrinse gli organizzatori a sospendere la rappresentazione: lo sfortunato esito dell’ ‘Enrico IV’ lasciò il segno e per cinque anni il Licinium non ospitò alcuna rappresentazione.

Nel 1970, ‘Il Gruppo’, compagnia teatrale costituita nell’ambito del piccolo Teatro di Milano decise di allestire al Licinium ‘Clizia’ di Nicolò Machiavelli: l’opera, però, era poco conosciuta e la messa in scena si rivelò di difficile comprensione. Miglior sorte ebbero senz’altro ‘La Sporta’ di Giovan Battista Gelli, che si ispirava all’ ‘Aulularia’ di Plauto e ‘Gli attaccabrighe’ di Jean Racine, ma le difficoltà incontrate per allestire anche un solo spettacolo stagionale confermarono come il glorioso Teatro avesse ormai iniziato la sua parabola discendente.

Nel 1972 la compagnia ‘Teatro Uomo’ presentò una versione della tragedia ‘I Persiani’ di Eschilo completamente nuova e originale, con gli attori che recitavano non in costumi d’epoca, ma in abiti moderni. In questi stessi anni vennero allestiti anche spettacoli ‘multimediali’: all’interno delle rappresentazioni venivano presentati brani di film e diapositive. Il pubblico si era accostato a questi spettacoli con curiosità, ma non ne aveva recepito completamente il significato: nel 1975, quindi, si cambiò versante e ci si rivolse alla prosa, dai testi contemporanei alle farse di Fo, dai classici greci al Teatro dell’Assurdo.

Gli anni che seguirono fecero calare sul Licinium una nuova cortina di oblio fino al 1993, con la nascita dell’Accademia dei Licini.